Dall’Istituto penale per minorenni dell’Aquila parte il programma nazionale che offrirà certificazioni internazionali e nuove opportunità di reinserimento
Dal 5 ottobre prenderà il via dall’Istituto penale per i minorenni dell’Aquila un innovativo programma di formazione in cybersicurezza destinato ai giovani detenuti. L’iniziativa nasce nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto tra il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, la Cyber Security Foundation e la Camera Penale di Roma, con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale attraverso lo sviluppo di competenze digitali altamente richieste dal mercato del lavoro.
Donazione di computer: il primo passo del progetto
Il percorso prende forma con la donazione di una dotazione informatica da parte della Cyber Security Foundation all’Istituto penale per minorenni dell’Aquila. La delegazione della Fondazione era guidata dal fondatore e presidente Marco Gabriele Proietti, alla presenza della direttrice dell’istituto, Maria Taraschi.
La consegna dei computer rappresenta il primo passaggio operativo del protocollo e consentirà ai giovani detenuti di accedere a un percorso formativo strutturato sulle competenze digitali e sulla sicurezza informatica.
Formazione in cybersecurity e certificazioni internazionali
Il programma è stato progettato per offrire ai partecipanti una preparazione concreta nel settore della cyber security, uno degli ambiti professionali con la maggiore domanda di figure specializzate.
Al termine dei corsi, i giovani potranno conseguire certificazioni internazionali, strumenti fondamentali per valorizzare le competenze acquisite e facilitare il futuro inserimento nel mondo del lavoro.
L’obiettivo del progetto è trasformare il periodo della detenzione in un’occasione di crescita personale e professionale, offrendo competenze spendibili in un settore strategico per la trasformazione digitale del Paese.
Il progetto partirà dall’Aquila e coinvolgerà altri istituti minorili
L’avvio ufficiale è fissato per il 5 ottobre presso l’Istituto penale per minorenni dell’Aquila. Successivamente il progetto sarà esteso ad altri istituti italiani:
- Ipm di Nisida;
- Ipm Malaspina di Palermo;
- Ipm Vivaldi di Rovigo;
- Ipm Beccaria di Milano.
L’obiettivo è creare un modello formativo replicabile su scala nazionale, capace di offrire pari opportunità ai giovani detenuti attraverso l’educazione digitale.
L’impegno della Cyber Security Foundation nelle carceri italiane
L’iniziativa dedicata ai minori si inserisce in un percorso più ampio promosso dalla Cyber Security Foundation negli istituti penitenziari italiani.
Solo poche settimane fa, infatti, presso la Casa circondariale di Roma Rebibbia è stato avviato un corso di 200 ore in cybersicurezza rivolto alle persone detenute, anch’esso finalizzato al conseguimento di certificazioni internazionali nel settore della sicurezza informatica.
Proietti: “La formazione digitale può trasformare la pena in opportunità”
“Con questa donazione compiamo un passo concreto verso un obiettivo che ci sta a cuore: dare ai giovani detenuti strumenti reali per costruirsi un futuro diverso. La cybersicurezza è oggi una delle chiavi d’accesso al mondo del lavoro e vogliamo che anche chi sta vivendo un percorso di detenzione possa acquisirla, certificarla e portarla con sé fuori da qui.
Crediamo profondamente che l’inclusione passi anche attraverso la formazione digitale: un ragazzo che impara a proteggere un sistema informatico impara anche a proteggere e ricostruire la propria vita. Questo progetto nasce dalla convinzione che investire nelle competenze dei giovani, anche nei contesti più difficili, sia il modo più efficace per trasformare la pena in opportunità”, ha dichiarato Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation.
Formazione digitale e inclusione: un modello per il futuro
Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la formazione tecnologica possa diventare uno strumento di inclusione sociale e reinserimento lavorativo. Investire nelle competenze digitali dei giovani detenuti significa offrire nuove prospettive professionali in un settore in continua crescita, contribuendo al tempo stesso alla riduzione della recidiva e alla costruzione di percorsi di cittadinanza attiva.