Trieste Mammut: apre la mostra sull’era glaciale in Friuli

 Trieste Mammut – E’ lo scheletro di un mammut primigenio la star indiscussa della mostra “Ice Age. Leggi di più su MiglioreUfficiostampa.it

I giganti dell’era glaciale a Trieste”, inaugurata oggi a Trieste nel palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia: un viaggio attraverso il Pleistocene (meglio noto come era glaciale) raccontato dagli animali che lo hanno abitato. Qui il link della pagina della Regione dedicata alla Mostra!

Trieste Mammut: la mostra sull’era glaciale in Friuli Venezia Giulia

Otto, questo il nome con cui il mammut è stato ribattezzato, è un animale composito alto tre metri e lungo cinque. Le ossa con cui la ditta Zoic, azienda leader nella ricostruzione di resti fossili di grandi dimensioni, lo ha assemblato provengono da diverse parti dell’Europa centrale e della Russia. “Non è un esemplare grandissimo, ne avremmo in preparazione uno più grande”, ha spiegato Flavio Bacchia, ad di Zoic.

Trieste Mammut

I reperti di cui è composto il pachiderma risalgono ad animali vissuti tra i 40mila e i 100mila anni fa. “Ed evidenze sul bacino di un esemplare, anche questo esposto nella mostra, fanno capire che l’animale ha subito l’impatto dell’uomo nehandertaliano. Ci sono infatti segni di tentativi di distacco di un femore”, ha aggiunto Bacchia.
La mostra realizzata in collaborazione con il Comune di Trieste e la Regione Fvg espone anche un rinoceronte lanoso, un bisonte e un megalocero, ovvero un cervo gigante. Il tutto accompagnato da pannelli didattici, tradotti in inglese e sloveno. Sarà visitabile fino al 9 settembre, mentre sabato 2 e domenica 3, in occasione della Trieste Maker Faire, Otto sarà esposto nella centrale piazza Unità d’Italia. “È fondamentale realizzare eventi come questo, di divulgazione scientifica aperta al pubblico e in particolare ai giovani, i quali possono così avvicinarsi e scoprire un interesse per una materia che potrà portarli a intraprendere importanti percorsi di studio”, ha affermato il presidente del Friuli Veenzia Giulia, Massimiliano Fedriga.
L’intenzione per il futuro, ha concluso Bacchia, è poter “proporre la mostra anche in altre realtà museali d’Italia”.

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